Attualmente, il tatuaggio Maori è uno degli stili maggiormente impiegati in tutto il mondo. Secondo la cultura Maori la parte anteriore del corpo veniva impiegata per gli eventi futuri, quella posteriore per gli eventi passati. Se si scegli di adottare questo tipo di tatuaggio si può pensare di mettere in atto un bilanciamento quindi se si tatua la gamba destra poi si dovrebbe tatuare anche il braccio sinistro.

Nella logica Maori un simbolo, indossato con assoluto rispetto diventa parte dello spirito di chi lo indossa e quindi rappresenta un legame spirituale tra le persone e il tempo.

Un simbolo indossato da una famiglia o membri della tribù e tramandato di generazione in generazione nel tempo contiene lo spirito di tutte le persone che lo hanno indossato, diventa un grande e potente tesoro, un’eredità spirituale da proteggere e custodire. In quest’ottica i simboli famigliari sono visti come sacri da questa cultura.

L’alternativa al moko: il Kirituhi


Il moko è il tatuaggio Maori tradizionale, un intricato insieme di linee rette e curve che i guerrieri maori incidevano sul volto per segnare e ricordare gli eventi più importanti avvenuti nella loro vita, per incutere timore nei nemici al momento delle battaglie, per indicare sulla propria pelle l’appartenenza ai membri di un’affiatata tribù, per riconoscersi come donna di un guerriero.

La particolarità di questi tatuaggi è che solo le donne e gli uomini Maori avevano il diritto di riceverne uno e solo attraverso uno specifico rituale eseguito da un tatuatore esperto. Se si vuole inciso sulla pelle un disegno Maori senza offendere la cultura e le tradizioni di questo valoroso popolo, anzi mostrando il rispetto che merita la soluzione alternativa al moko è il Kirituhi.